a cannabis society

La regolamentazione della cannabis: il primo passo

RENATO FILEV | Nel 2012 in Brasile sono state assassinate più di 50mila persone. Un numero di omicidi più alto, in un solo anno, di quelli provocati dal decennale conflitto Israele/Palestina. Una buona parte di queste persone uccise erano legate al mercato della droga. Etichettandoli come “spacciatori”, sembra quasi che la società abbia dato alla polizia il permesso d’uccidere questi lavoratori. Sfortunatamente, la storia del Brasile racconta che questo è l’ultimo paese in cui la schiavitù è stata abolita, 126 anni fa. Ma vediamo come tuttora le persone con un colore della pelle diverso dal bianco continuino ad essere nel mirino di politiche che rasentano il genocidio. Siamo inoltre il terzo paese al mondo come popolazione carceraria. E gran parte di queste persone si trovano in prigione perché sorprese mentre vendevano un po’ di roba, marihuana o cocaina.

E, indovinate un po’, la maggioranza degli arrestati sono giovani, di colore, non violenti, di estrazione proletaria, non fanno parte della criminalità organizzata, sono stati trovati con addosso solo piccole quantità di droga e quasi tutti erano “bersagli facili”. Se realizziamo che le persone povere e giovani sono l’obbiettivo di queste politiche, tutta la popolazione dovrebbe essere coraggiosa e convergere in un’unica voce: pretendere la fine della War on Drug poiché non è una guerra contro la droga, è una guerra contro le persone.

Regolarizzare la coltivazione, la vendita e il consumo di marihuana è solo il primo ma indispensabile passo per smantellare questo circolo vizioso e diabolico che è il mercato illegale della droga. Legalizzare tutte le droghe è necessario per prendere il controllo contro la corruzione e il genocidio della popolazione più vulnerabile. Legalizzare tutte le droghe è necessario per diminuire il divario che separa i pazienti dalla medicina sicura. Legalizzare tutte le droghe è necessario per ridurre lo stigma e i pregiudizi contro i consumatori e  stimolare l’accesso di questa popolazione alle politiche di salute pubblica basate sulla riduzione del danno. Legalizzare tutte le droghe è aprire la società alla discussione sul razzismo e sulla povertà, problemi nascosti dalla questione droga. Legalizzare tutte le droghe, infine, è accettare la diversità e stimolare l’espansione della coscienza responsabile, che è stata uno strumento estremamente prezioso per l’evoluzione umana nel corso della nostra storia.

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