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In merito alla nuova Legge di Traffico e alla probabile nuova Legge sulla Protezione della Sicurezza Cittadina (II)

HÉCTOR BROTONSLa nuova Legge sulla Protezione della Sicurezza Cittadina si trova invece in una fase non molto avanzata, poiché siamo ancora distanti dallla sua entrata in vigore. Si trova attualmente in tramite al parlamento dallo scorso 18 luglio e in queste settimane se ne sta negoziando e modulando il contenuto. Contenuto di una “legge” che, ancor prima di vedere la luce, sta facendo discutere come poche, anche se con la voragine riformista dell’attuale governo in qualsiasi campo anche la discussione sulla cosìddetta “Ley Mordaza” si sta via via normalizzando.

Come già anticipato, una delle ultime voci che si sono alzate contro questa “riforma” è quella del Consejo General del Poder Judicial (CGPJ), che la ha dichiarata come apertamente incostituzionale a causa di molti dei suoi precetti. Noi faremo riferimento solo ad alcuni aspetti, cioè a quelli che maggiormente preoccupano i consumatori e utenti di cannabis.

In termini generali, nella prima parte del rapporto, i relatori del CGPJ incaricati della sua redazione denunciano l’introduzione del “diritto penale di pericolosità”, ossia sanzionare amministrativamente ciò che non è perseguito dal Codice Penale, il che suppone che si intensifichi l’azione preventiva portata avanti dalla polizia, non solo in relazione a reati penali ma anche a infrazioni amministrative. In questo senso, aumenteranno considerevolmente le sanzioni qualificate come severe e molto severe, il che concede un potere  punitivo smisurato alle forze e corpi di sicurezza dello Stato. Arrivati a questo punto, non possiamo dimenticare che le dichiarazioni degli agenti che formulano una denuncia hanno valore probatorio in relazione con i fatti denunciati. In questo modo i cittadini sarebbero nelle mani delle forze dell’ordine, con l’unica possibilità di ricorrere alla tutela giudiziale, dovendo però far fronte al pagamento di una tassa salatissima dato che, essendo una materia riservata alla giurisdizione amministrativa, è obbligatorio pagare per accedere alla tutela giudiziale, contrariamente a quanto accade in sede penale.

Quanto sovraesposto suppone, per esempio, che con la nuova legge la coltivazione di piante per l’autoconsumo nel giardino privato di una casa venga sanzionata amministrativamente. Questa fattispecie fino ad ora non era sanzionabile penalmente (salvo il caso in cui venisse dimostrato che le piante fossero destinate al narcotraffico) ma con la riforma sarà sanzionabile direttamente in sede amministrativa.

I relatori del rapporto del CGPJ hanno avvisato inoltre che, nella citata riforma, non vengono definite né limitate le perquisizioni indiscriminate che realizzano le forze dell’ordine dello Stato, creando così una situazione di impotenza, che unita ai fatti esposti anteriormente ci lascia, come cittadini, con molte meno garanzie.

La conclusione di tutto questo non è che ci si trovi dinnanzi a cambiamento di modello nelle politiche sulle droghe, come si potrebbe pensare guardando il telegiornale e osservando ciò che sta succedendo nel resto del mondo o intorno a noi – in questi giorni per esempio è uscita una relazione illuminante sulla posizione dei cittadini inglesi rispetto alla legalizzazione nel loro paese. La conclusione è che moltissimi saranno i cittadini che si troveranno costretti a pagare come minimo 600€, che pare sarà la sanzione minima prevista dalla nuova Legge sulla Sicurezza Cittadina.

Siamo noi cittadini che dobbiamo reclamare sempre con maggior impeto e decisione il cambio delle leggi; leggi che, come questa, non fanno altro che opprimere sempre di più la società. Nel caso della nuova Legge sulla Sicurezza Cittadina, siamo ancora in tempo per manifestare e reclamare una modifica del suo approccio. Se nonostante tutto la Legge sulla Sicurezza Cittadina e quella sul Traffico dovessero essere confermate, siamo disposti ad arrivare fino in fondo per ottenere il riconoscimento dell’incostituzionalità di questi precetti che non rispecchiano in nessun modo lo Stato di Diritto così come lo conosciamo, e così come si è sviluppato negli ultimi secoli. In concreto, parlando della Legge sul Traffico, come studio legale BrotSanBert siamo già vicini al riconoscimento della sua incostituzionalità in uno dei casi che stiamo seguendo direttamente.

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